I 10 tormentoni più Trash dei social nel 2016

Amato, odiato, lungo, breve: signore e signori, ormai ci siamo lasciati alle spalle anche il 2016.
Ma nel nostro bagaglio trash social, cosa ci porteremo nell’anno venturo di questi – nel bene o nel male – intensissimi 12 mesi?

Ecco una piccola lista (un solo articolo non basterebbe per la qualità di materiale) – rigorosamente in ordine sparso – dei 10 tormentoni “Social” più all’insegna del del grottesco, del nonsense e del buon ridere (ma anche no) che secondo me, ricorderemo e porteremo con noi anche nel futuro, magari anche solo per evitarli con cura.

10 – Enrico Papi e la Mooseca
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Anno d’oro per l’ex conduttore storico di Sarabanda, che torna in auge più forte che mai anche grazie all’aiuto del popolo dei Social Network (Ricordate Diventati ignoranti guardando Sarabanda con Enrico Papi?).

Ospitate in tv, collaborazioni, e tanto tanto seguito sui Social per il conduttore della trasmissione musicale che c’ha regalato campioni indimenticabili come “L’Uomo Gatto“.

9 – I balletti di Gianluca Vacchi

Chapa, enjoy, resilienza: da premettere, a me Vacchi è anche simpatico.

Indubbiamente con i suoi balletti in combo con la fidanzata Giorgia, il suo stile di vita totalmente dedicato al lusso, la bella vita del suo GVSTYLE e il suo grido di battaglia #Enjoy, ha fatto sognare tanti utenti del social network italiano e non.

Ma il buon Gianluca non si ferma qui: il ricco imprenditore/ereditiero dopo aver pubblicato un libro e aver intrapreso la carriera di Dj, sicuramente ci sorprenderà anche in questo 2017. Di sicuro io ricorderò con piacere la querelle con il mitico Rocco Siffredi (anche lui molto social), che come potete notare dal video, non ha apprezzato più di tanto…

8 – Saluta Andonio

“Saluta Andonio”: ovvero, la storia (diventata estremamente virale sui social) del mitico Marco, ragazzino Calabrese che nel giorno 11 novembre va comprare le figurine “Paninicempionslig” all’Iper col padre Andonio.
Nel filmato c’è suspance, c’è pathos, c’è dramma, c’è felicità, c’è famiglia, c’è droga, c’è gioventù, c’è voglia di riscatto.
In una frase: gli occhi di chi ne ha viste tante, il sorriso di chi saluta Andonio

7 –  Le opinioni di Vittorio Sgarbi

CAPRE, CAPRE, CAPRE: piccola digressione, qui non si tratta propriamente di Trash (o anche sì).
Il discorso è che da quando Vittorio Sgarbi è sbarcato sui social, nulla è stato più lo stesso; specialmente dopo tutte le perle che ha saputo regalarci in questo 2016 (come quella che trovate sotto e con la quale ha inaugurato lo scorso anno).
Per lui un 2016 molto positivo dal punto di vista social (almeno per chi come me è amante della cultura e del turpiloquio).

6 – Le canzoni di Bello FiGo Gu | ex. Gucci Boy

SWAG  A KG: nato sull’internet, scoperto dal sommo poeta del Social Trash Andrea Diprè, il rapper Ghanese e parmense d’adozione conosciuto era conosciuto dal suo pubblico per alcuni dei più grandi capolavori come “Non Pago Affitto” o “Pasta con Tonno“.
Provocatore, troll, e chi più ne ha più ne metta, la sua carriera procedeva tranquilla a colpi di clickbait e di Haters sparsi qui e lì, fin quando un giorno non riesce nell’impresa più epica di questo 2016: trollare gli italiani in diretta nazionale riuscendo ad accaparrarsi le ire e l’indignazione dei 2\4 degli analfabeti funzionali della penisola italica.

Memorabile quindi la sua performance nel “salotto patinato” di Maurizio Belpietro (già direttore dei quotidiani “Il Giornale” e “Libero”), dove ha saputo tener testa (in diretta nazionale) a conduttore e parterre di ospiti, capitanato “nientepocodimenoccchè” dalla mitica Alessandra Mussolini, stendendoli  a colpi di SWAG e DAB Dance.
Qui sotto il video integrale, buona visione.

5 – BUONGIORNO11!! KAFFEE??!1

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Non c’è molto da aggiungere: era già nell’aria da un po’ che il mondo stava prendendo consapevolezza dell’esistenza del fenomeno. Se in principio ci sforzavamo a capire quale fosse il motivo che spingeva le persone a Mettere la foto di Vin Diesel a note che parlano di rispetto e vendetta, quest’anno abbiamo capito che il Il proliferare delle immagini di merda sulle bacheche dei quarantenni è un problema reale. Caffè, tazzine, buongiornissimo, persone false e pulizia contatti questi i dogmi da seguire attentamente, tutto sollazzato da adesivi e Mugsy azzeccati qui e lì.

Poi, per tutto il resto, c’è Facebook.

4 – Il processo di Andrea Alongi

Sì, perché diciamo la verità, della polizia e dei carabinieri c’hai un po’ paura quando hai il fumo, ma della polizia municipale… cioè… vadano a cagare! – Andrea Alongi

Un eroe moderno nato per caso: siamo nel 2008, Andrea Alongi è ripreso dalle telecamere di “Un giorno in pretura” programma televisivo che riprende procedimenti giudiziari realmente accaduti.
Lui, nei panni di testimone chiave in una causa  per un procedimento a carico di alcuni agenti della Polizia municipale di Parma, che si resero protagonisti di violenze ai danni del giovane Emmanuel Bonsu.

La sua deposizione è qualcosa di celestiale: 11 minuti di pura poesia moderna e degrado post sovietico che ha dato vita a capolavori come questo.

3 – La campagna elettorale di Donald Trump

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La mattina del 9 novembre 2016, il mondo si è svegliato con la notizia della vittoria delle elezioni USA da parte del Tycoon Americano Donald Trump. La mia reazione è stata “Ok, gli americani hanno eletto un Meme“.

Irriverente, sfacciata, politicamente scorretta, bufalara e chi più ne ha, più ne metta: la campagna elettorale di Donald Trump ha praticamente asfaltato ogni teoria che poteva esistere nell’ambito della Comunicazione Politica. Un vero e proprio fuoriclasse del Trolling, che si è fatto beffe dei suoi avversari sin dall’inizio della campagna elettorale, non avendo paura di parlare di “argomenti forti” e di Muri, e durante la quale si incoronava paladino dell’AntiEstablishment.
Ma si sa, i troll perdono il pelo ma non il vizio e quindi potete immaginare che la realtà dei fatti (finora) è stata diversa da quella che ci aspettavamo tutti.

In allegato il video “They are not laughing Anymore” (trad. Loro non ridono più) con il quale si fa beffe degli avversari Repubblicani sconfitti alle primarie, degli opinionisti, e di tutti coloro che non credevano possibile una sua vittoria della convention del GOP.
Hashtag dell’anno: #einvece

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2 –  Pen Pinapple Apple Pen aka Pulcino Pio 2.0

Mele, ananas e penne: qui non mi dilungo molto, anche perché proprio come il suo discendente italiano, ossia l’ormai compianto Pulcino Pio, sembra ormai sparita dalla circolazione.
Questa canzoncina made in Japan, dal geniale Pikotaro, un personaggio interpretato dal comico giapponese Daimaou Kosaka, ha appestato le bacheche social del mondo e le suonerie dei cellulari dei più volubili per fin troppo tempo.

Non ci mancherai, maledetta.

1 – Il ritorno di Gigi D’Agostino

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Il ritorno del Re: caro Gigi, nel mio cuore e in quello di tanti ragazzi degli anni 90 non sei mai andato via, nemmeno per un minuto.
Ma ora che il web ti ha incoronato di nuovo re indiscusso (avete mai visto la pagina Facebook Gigi D’Agostino e ignoranza?) delle masse giovanili e sovrano delle Rotonde di Garlasco, ti prego, continua a farci volare.
Che poi: PO PORO’- PORORO’ -PO PO POPOPO’ e tutti muti.

Bonus Track –  Le matite di Piero Pelù

Ma la grafite è una grossa buuuugiiiaaahh: menzion d’onore va al rocker italiano Piero Pelù. L’ex cantante dei Litfiba infatti, si è distinto nel giorno del 4 dicembre – ovvero quello delle votazioni per il referendum costituzionale – per aver lanciato sui social l’allarme brogli: afferma di aver scoperto che la matita (copiativa, con mina speciale) che gli era stata data all’atto della votazione, e che dovrebbe essere indelebile (infatti lo strato di grafite è cancellabile, ma resta comunque un segno permanente sulla scheda elettorale), si poteva in realtà cancellare.
Dopo aver messo in allerta gli italiani, infatti non sono mancate le conseguenti emulazioni, proteste e psicosi da parte dei tanti utenti che si sono fidati dell’opinione dell’autorevole rocker\politologo.
Risultato? Bagarre nei seggi elettorali e tante, tante, tante schede annullate a chi aveva tentato di emulare il gesto.

Beh che dire, Chapeau!

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