Matteo Salvini: più TV, più consenso. E i like?

[NdA: questo estratto è una versione ridotta e cazzona di un articolo ben più serio e analitico pubblicato su YouTrend; lì trovate spiegazioni e i dati completi. Non mi fate fare una figuraccia che leggete questo e quello no, LEGGO GLI INSIGHTS. ciao <3]

 

Matteo Salvini è, ve l’ho detto in ogni salsa, uno dei politici italiani più presenti sui social network. Oltre al dono dell’onnipresenza (ora è anche su Instagram), il leader della Lega spesso porta ad esempio il proprio successo online (sopratutto su Facebook) come conferma del proprio consenso politico.

Cioè, praticamente dice: io ho un sacco di like, quindi un sacco di gente mi vota. capì?

Ma è sempre bene ricordare che, parafrasando Mike Moffo, strategist alle campagne diBarack Obama, likes don’t vote.

Quindi?

Questa analogia tra online e offline è infatti ottenuta forzando il significato della partecipazione politica online e non prendendo volutamente in considerazione il fatto che un like su Facebook non è un voto, che un following su Twitter non è una tessera di partito.

Inoltre, che sta cosa di “like = voto” non funziona è stato abbastanza evidente quando, recentemente, il caso dei cosiddetti bot (emerso con la diffusione dell’hashtag #alfanodimettiti da parte di Salvini) ha fatto emergere che molti dei like e dei retweet e dei tweet e tutta sta tarantella è stata un po’ – come dire – aiutata da qualche paraculata come

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Il grafico che mi ha fatto sentire molto figa 1 mostra l’andamento della fiducia che gli elettori ripongono in Salvini. Si nota come nel periodo tra novembre e marzo questo consenso sia aumentato fino a raggiungere il suo picco intorno a capodanno, periodo in cui è stata presentato il movimento Noi con Salvini, che gli ha permesso di essere molto presente nel dibattito pubblico ed ottenere un po’ di visibilità. I dati sulle presenze TVinfatti, confermano questa sensazione: in questo periodo è stato in TV più tempo e più spesso, come si vede nel Grafico che mi ha fatto sentire molto figa 2.

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Un altro grafico che mi ha fatto sentire molto figa

 

Oltre al fatto che più di 8 italiani su 10 si informano tramite la televisione, è anche abbastanza evidente che Salvini sia quello che meglio riesce a sfruttare le potenzialità deisocial network.

Li usa per fare dichiarazioni e per prendere posizione sull’attualità politica (e non) del giorno; ne interroga gli utenti, invitandoli ad agire e ad esprimere il proprio pensiero.

Twitta durante le trasmissioni in cui è ospite, commenta (quasi) in tempo reale, si mostra con l’iPad in mano e intavola dibattiti con personaggi pubblici come Fedez, Jovanotti, Morandi, Saviano.

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Fedez che come hobby fa il punchingball

Allora, visto che ci punta tanto, grazie a quel sito fantastico che è FanPageKarma, ho dato uno sguardo al Growth Rate (GR), che calcola di quanti like cresce (o decresce) una pagina fan su Facebook.

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Tanti cuori per FanPageKarma

 

La prima cosa che salta all’occhio sono quei due picchi un po’ – per così dire – anomali, che “aprono” e “chiudono” il periodo di maggiore presenze tv (e di consenso). Il primo, a inizio novembre, segnala una crescita in due giorni di circa 10mila like, quasi la metà del secondo, che si registra ad inizio aprile in cui la pagina cresce di 36mila in due giorni.

Mo, non è che Salvini non cresca. Non è che la sua pagina non sia catchy, e non è che effettivamente sia bravo ad ottenere like e condivisioni.

È che se di media cresci di 2mila like al giorno e poi di botto fai 10mile e 36mila, forse so’ un po’ troppi per essere tutti veri, Mattè.

Questa cosa, tral’altro, viene quasi confermata (quasi), dalla seconda cosa che salta all’occhio: quei tre picchi in giù. Ora, è importante spiegare che il GR indica i like assoluti – e non relativi. Cioè, quei tre crolli una crescita inferiore rispetto agli altri giorni – per cui magari cresce ma meno di prima. Quei tre picchi indicano proprio che dei like sono stati tolti.

Bon. E quindi?

E quindi, per quanto uno di quei tre corrisponda al 25 aprile (e sarebbe molto bello pensare che le persone abbiano volutamente levato il like), è molto più probabile che questi crolli corrispondano ad un’operazione che è stata portata avanti da Facebook nel periodo di marzo (precisamente il 12; e infatti, il primo crollo si segnala il 16): Facebook ha infatti eliminato gli account inattivi, che spesso sono quelli finti (fake) creati magari apposta per vendere i like.

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Like che costano quanto Spotify

 

Ora, non si può dire che Salvini abbia comprato like: la crescita (e decrescita) è anomala solo in quei giorni, mentre negli altri ha una media di duemila al giorno – che non è proprio poco eh.

Non si può dire che quelli siano tutti finti: Facebook considera come inattivi anche i profili di defunti, quelli doppi e quelli con i nomi finti.

Non si può dire neanche che questa pratica – largamente condivisa nei profili di svariati personaggi pubblici – sia totalmente da condannare, sebbene sia largamente dimostrato che ciò che conta realmente non sia il numero di like ma l’engagement.

Si può però dire che, se per un personaggio pubblico una pagina fan gonfiata può incidere sulla visibilità, per un politico – sopratutto se porta avanti la tarantella su chi ha il seguito social più grosso – potrebbe esserci il rischio di veder minata la famosa uguaglianza “voto = like“.

Però, si sa, likes don’t vote.

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Salvini fa il bullo su Facebook.

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Il mio blog personale: Come Scusa?